Dalla IN/3A alla PAC/100, insaccatrici e confezionatrici di successo.

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Negli anni ’70 il mercato del packaging uscì rivoluzionato dalla presentazione della IN/3A, la prima insaccatrice al mondo totalmente automatica e mono-bobina.

Il passaggio a una sola bobina rese estremamente più semplice la lavorazione e più tirate le confezioni. “Le due bobine non terminavano quai mai contemporaneamente e la loro sostituzione era assai laboriosa, a causa della loro collocazione (una posizionata in alto e l’altra in basso). E poi questa tecnologia non aiutava ad avere sacchi ben tirati e comportava un maggior uso di polietilene. In Cassoli ideammo una macchina in grado di lavorare a partire da una sola bobina di polietilene, eliminando tutti gli inconvenienti” ricordava giustamente Paolo Cassoli.

La IN/3A, nell’offrire massima flessibilità e ridurre il consumo di materiale da imballo, ebbe uno straordinario successo. Nel giro di pochi anni, vennero lanciate la IN/3AL e la IN/4A, pensate per rispondere alla richiesta del mercato di avere sacchi ancora più capienti.

È dello stesso periodo, il 1978, anche la serie di confezionatrici PAC che, rispetto ai precedenti modelli RA, aveva un sistema a pettine per l’avanzamento del prodotto che garantiva un ciclo produttivo continuo e senza interruzioni.

La PAC 100/R confezionava da 1 a 6 rotoli igienici a 90 pacchi al minuto, mentre la PAC 1220/R andava dai 4 ai 24 rotoli alla velocità massima di 30 pacchi al minuto.

Per aumentare ulteriormente la soddisfazione dei clienti, si immise sul mercato la CARRY/10, una piccola macchina da posizionare subito dopo la multi-rotolo grazie alla quale era possibile attaccare al multi-rotolo una maniglia e renderne più facile la movimentazione.