Sei Paesi chiave trainano la domanda di tecnologie italiane per food, beverage e pharma.

Mercati prioritari e settori trainanti
L’Africa si conferma un’area ad alto potenziale per il packaging made in Italy. Secondo uno studio realizzato da Africon GmbH e Mecs per Ucima, su 54 Paesi analizzati sono stati individuati 6 mercati prioritari: Sudafrica, Egitto e Nigeria, seguiti da Algeria, Marocco e Costa d’Avorio.
Nel 2024 questi Paesi hanno registrato una forte domanda di macchinari per il confezionamento, sostenuta da un tessuto industriale in crescita e da un ruolo centrale nelle catene regionali del valore. I principali driver della domanda sono i settori food, beverage e farmaceutico.
Nel 2025 operano in Africa oltre 400 produttori farmaceutici, concentrati soprattutto in Egitto, Sudafrica, Algeria e Nigeria, che rappresentano più del 75% della capacità produttiva continentale. Ancora più ampio il comparto food&beverage, con oltre 30mila aziende, in gran parte Pmi, e una crescente spinta verso la meccanizzazione e soluzioni di packaging sostenibile.
Leadership italiana, sostenibilità e prospettive
Tra il 2020 e il 2024, l’Italia si è affermata come primo fornitore di macchinari per il packaging in Africa, con una quota del 28% delle importazioni, davanti a Germania (23%) e Cina (15%). Le tecnologie italiane sono particolarmente apprezzate nei segmenti di riempimento, confezionamento e sigillatura, grazie a qualità, affidabilità ed efficienza produttiva.
Il report segnala anche un crescente interesse per il packaging sostenibile, favorito dalle normative contro la plastica monouso introdotte in diversi Paesi africani, con Rwanda e Kenya tra i più avanzati. Restano tuttavia alcuni fattori di rischio, come corruzione, inflazione e accesso alla valuta estera, soprattutto in Egitto e Nigeria.
Nel medio-lungo periodo, l’entrata in vigore dell’African Continental Free Trade Area (AfCFTA), che coinvolge 54 Paesi e un mercato da 1,3 miliardi di persone, potrebbe rafforzare ulteriormente le opportunità per il packaging italiano, rendendo l’Africa una destinazione strategica per l’export tecnologico.